Divenire ovvero non smettere mai di crescere

Breve riflessione sul bellissimo “Becoming” di Michelle Obama.

Metto da parte tutti i fatti narrati e pure la malinconia che mi è presa ricordando le sensazioni vissute quando Obama vinse le elezioni la prima volta.

Metto da parte la storia di una donna, delle sue origini, della sua determinazione, della sua fortuna e della sua tenacia.

Metto da parte la curiosità che ho provato nell’entrare metaforicamente nella Casa Bianca e cenare con gli Obama.

Ciò che metto al centro di questo libro è il titolo e ciò che esso significa e che, pagina dopo pagina, emerge nel percorso di una vita di continui cambiamenti (la sua, … la nostra).

Becoming racconta della vita come continuo divenire. Una sorta di Bildungsroman senza fine.

E la cosa meravigliosa di tutto ciò è la libertà che il divenire porta con sé perché non sei costretto a rinchiuderti in etichette o identità.

“Cosa vuoi fare da grande -scrive Michelle Obama – è una domanda inutile da fare a un bambino, come se crescere fosse un processo che a un certo punto finisce, come se a un certo punto si diventasse qualcosa e basta, fine della storia”.

Cambiamo di continuo, nelle relazioni, nel nostro modo di vivere le cose, o meglio: abbiamo la straordinaria possibilità di poter cambiare. Penso che forse noi europei siamo più paurosi, ci piace stare attaccati alle nostre radici e replicare forse anche etichette che nostro malgrado di ritroviamo addosso.

Penso che tutti abbiamo paura dell’ignoto, del cambiare verso dove, cosa? E forse tendiamo a vedere i cambiamenti molto spesso come effetti di un fatto subito, invece che come una scelta.

Ma, ecco, forse perché ci sono in questo libro alcuni passaggi in cui mi ritrovo (si, si, giuro e senza essere nessuno) il messaggio che mi piacerebbe riuscire a custodire è questo: cambiare è l’opportunità, cambiamento dopo cambiamento, di diventare sé stessi.

Il cambiamento investe tutto, lavoro, relazioni, matrimonio e tutto ciò fa “parte dello stesso processo – scrive Michelle Obama -, di un percorso. Diventare richiede rigore e pazienza in parti uguali. Diventare significa non rinunciare mai all’idea che bisogna ancora crescere.”

Noi oggi conosciamo Michelle Obama per come ha interpretato il suo ruolo da First Lady, ma nel libro racconta bene come sia giunta e perché a quella interpretazione e quanta fatica sia costata, con la consapevolezza di migliorarsi esperienza dopo esperienza.

Ecco, la bellezza del cambiamento. Non la paura o la fatica del doversi rimettere in gioco, ma la curiosità di sapere quale sarà la tappa successiva del viaggio e il volersi rimboccare le maniche per affrontarla.

Insomma, mio consiglio di lettura, yes yes!