La paura di fare la scelta sbagliata a 30 anni, e oltre.

Prendere una decisione su quale lavoro scegliere non sempre è facile. Se si ha 25 o trent’anni, inoltre, sembra più difficile, perchè si deve ancora capire quali sono davvero i propri talenti al lavoro. Per non restare bloccati un metodo c’è. Pensare alle scelte come a un sentiero, osservarsi come uno scienziato e crearsi un bottino prezioso: il diario dei momenti buoni.

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Perchè il work-life-balance è una grande sciocchezza, soprattutto per le donne.

Per le donne, soprattutto se madri, parlare di work-life balance può essere un grande limite. Work-love-health-play balance dovrebbe essere l’approccio. O forse semplicemente life balance, dentro cui mettere davvero tutto. Soprattutto per le donne-mogli-madri, comunque e sempre lavoratrici, anche se formalmente ‘’non occupate’’.

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Come tenere traccia di tutto in questo tempo sospeso.

Viviamo in un presente stravolgente, i vecchi paradigma per molti sono saltati e i pensieri su di sé, sul futuro, si fanno insistenti.Abbiamo bisogno di non perdere il senso delle nostre vite o di far emergere ciò che proprio ora si sta muovendo dentro di noi. Ma allo stesso tempo dobbiamo gestire lavoro a distanza, o il tempo senza lavoro, la famiglia, la casa o la nostra solitudine. Tutto ciò può avvenire dentro un taccuino. Il metodo Bullet Journal è un ritorno alla consapevolezza.

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#iorestoacasa: ovvero i diversi 'noi' finalmente convivono!

La nostra vita prima del lockdown era fatta di pezzi di un puzzle. Il pezzo io-lavoro, il pezzo io-genitore, il pezzo io-compagno/a e cosi via.
Questi diversi pezzi li abbiamo sempre vissuti con modi e codici e linguaggi diversi. Ma soprattutto li abbiamo sempre tenuti ben distinti tra loro.
Adesso è accaduta una cosa strana. E’ come se questi tasselli che fino a poco fa si potevano attaccare l’uno a l’altro, ma erano sostanzialmente separati tra loro, oggi divenissero una cosa unica, si fondessero. Un’occasione per imparare l’uno dall’altro per spostare le nostre competenze da un ruolo all’altro. Fare multishifting.

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Ma che fa? Esce di casa? Ah, no: è un film!

In questi giorni di isolamento in casa mi è capitata una cosa davvero straniante e buffa. Guardo un film su Netflix e il protagonista del film esce di casa!
”Esce-di-casa!!!”: é questo il primo pensiero che mi viene, e dura solo un millesimo di secondo e io mi sento come un vacillare qualcosa dentro, quasi un vedere, in quell’azione dentro una fiction un atto proibito e trasgressivo. Dura un millesimo di secondo. Ma anche solo quel millesimo di secondo qualcosa mi dice. Qualcosa di importante sul mio cervello.

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Essere e stare nel presente: coronavirus e comfort zone

Siamo stati catapultati tutti fuori dalla nostra comfort zone. Possiamo angustiarci o possiamo approfittarne, per migliorarci e rinforzarci. Per fermarci un attimo e riprendere in mano ciò che la vita ordinaria scacciava in fondo alla nostra to-do-list.

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